Le fibre tessili
Le fibre tessili, sono strutture sottili di origine naturale o chimica, utilizzate per la realizzazione dei tessuti. Le sostanze di cui sono costituite hanno caratteristiche di flessibilità, tenacità e malleabilità, che consentono la lavorazione in fili sottili resistenti, di diametro generalmente inferiore a 0,05 cm. Le fibre naturali possono essere di origine vegetale, animale o minerale; quelle chimiche possono essere artificiali o sintetiche.
Oltre che per la realizzazione di tessuti propriamente detti, le fibre possono essere impiegate per la produzione di altri articoli tessili, detti “non tessuti”: non sottoposti ai tradizionali procedimenti di filatura e tessitura, sono ottenuti dall’accostamento e assemblamento di fibre orientate e non, mediante tecniche di tipo meccanico, termico o chimico.
LA SETA
Fibra
animale prodotta dal baco da seta. Il baco appena nato è un verme che mangia
unicamente le foglie del gelso. In 3\4 settimane diventa adulto ed inizia a
cercare un posto dove preparare il bozzolo. Da un' apertura situata sotto la
bocca il baco secerne una bava sottilissima che, a contatto con l'aria, si
solidifica e che, guidata con movimenti ad otto della testa, si dispone in
strati formando il bozzolo. Il baco impiega 3\4 giorni per preparare il bozzolo
formato da circa 20\30 strati concentrici costituiti da un unico filo.
All'interno del bozzolo il baco si trasforma in crisalide e poi in farfalla. In
natura la farfalla esce dal bozzolo, vive solo il tempo necessario alla
fecondazione ed alla deposizione delle uova e poi muore. nella coltivazione dei
bachi, per non sciupare la continuità del filo, i bozzoli vengono messi in
acqua bollente per uccidere la crisalide. Una spatola toglie gli strati esterni
del bozzolo, poi, trovati i capi dei singoli bozzoli, si arrotola il filo di
seta sugli aspi. Ci sono tre diversi tipi di filo di seta: la seta tratta
d'allevamento, che è la più regolare e di massimo impiego; la seta tussah
ottenuta da bozzoli di bachi che vivono allo stato naturale, con filo grosso ed
irregolare; la seta doppia (shantung) ottenuta dal fenomeno naturale di due
bachi che filano insieme lo stesso bozzolo, il cui filo presenta delle
"fiammature" caratteristiche.
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Proprietà della seta
La seta riflette la luce con uno splendore inimitabile ed assorbe facilmente le tinture con grande ricchezza di sfumature. L'elasticità del filo di seta da al tessuto una particolare resistenza ed il semplice contatto dell'aria gli consente di mantenere la sua freschezza anche senza stiratura. La seta per la sua morbidezza permette una caduta perfetta degli orli ed un facile drappeggio. Non resiste alla luce solare e si macchia con il sudore. E' anallergica e trattiene il calore del corpo. La vera seta si riconosce al tatto e dal peso, ma in caso di incertezza basterà bruciare un filo per accertarsene. Se è di seta brucerà lentamente emanando un odore di corno tipico delle fibre animali.
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Come trattare i capi di seta
E' preferibile lavare a secco i capi di seta. In caso di lavaggio in acqua, prima di immergere interamente i capi, è opportuno verificare la solidità dei colori bagnando solo un angolo. I capi si lavano con acqua tiepida e sapone neutro; non si strofinano e non si torcono. Si sciacquano in acqua tiepida e si stendono ad asciugare in luogo ventilato e lontano da fonti di calore. Infine si stirano con ferro tiepido. Il crepe-de-Chine è un tessuto in seta che si restringe con il lavaggio, ma riprende la forma originaria con la stiratura.
IL LINO
Questa fibra è ricavata dal fusto di una pianta alta
da 80 a 120 cm., poco ramificata e
con piccoli fiori, di un colore variabile dal bianco all'azzurro intenso, che
fioriscono solo per un giorno. La pianta del lino viene estirpata dal terreno
in modo di avere la massima lunghezza della fibra. Dopo la macerazione avviene
la separazione delle fibre tessili dai residui legnosi e quindi la pettinatura
che elimina le impurità.
Le fibre di lino si mescolano a cotone, lana, seta, viscosa e poliestere e questi filati di mischia permettono di ottenere molti tipi di tessuto. La combinazione di due fibre consente di avere una “mano” diversa, cioè una consistenza ed un aspetto differenti da quelli ottenuti con filati semplici.
I manufatti di lino provenienti dalle zone di produzione di Francia, Belgio ed Olanda sono i migliori e vantano il marchio di qualità "MASTER OF LINEN". Il lino è coltivato anche in Europa Orientale, Russia, Brasile, Cina e Paesi Baltici, ma la sua qualità non è paragonabile a quella dell'Europa Occidentale.
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Proprietà del lino
Composto per il 70% di cellulosa, non provoca allergie, assorbe l'umidità e lascia traspirare la pelle: pertanto è indicato per la confezione di capi estivi, lenzuola, tovaglie, asciugamani e fazzoletti. Molto resistente, soprattutto se bagnato, può essere lavato moltissime volte senza alterarsi, anzi diventa sempre più morbido, cosa importantissima per i capi di abbigliamento e di uso quotidiano che richiedono lavaggi frequenti. Ha bassissima elasticità, pertanto i tessuti in lino non si deformano. Non è peloso per cu,i, se è usato come canovaccio in cucina, non lascia peli su piatti e bicchieri.
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Come trattare i capi di lino
I capi bianchi si lavano in lavatrice a 60° C, mentre quelli colorati a temperature inferiori. I capi bianchi si stirano umidi con ferro ben caldo, anche a vapore, prima sul rovescio, poi sul diritto. I capi colorati, soprattutto se scuri, andranno stirati solo sul rovescio. Non serve inamidare il tessuto perchè con la stiratura il lino tornerà sostenuto. Se appenderete sopra la vasca da bagno i capi ripiegati in valigia, torneranno a posto: il vapore aiuterà ad ammorbidire le pieghe. Per capi da lavare a secco è preferibile seguire le indicazioni riportate sull'etichetta, evitando spiacevoli sorprese.
IL COTONE
E' una fibra vegetale ottenuta dalle capsule mature
della pianta del cotone. La pianta è formata da un arbusto alto circa cm. 40,
con foglie e fiori di colore rosso o giallo. Quando il fiore viene fecondato,
perde i petali e in 25 giorni cresce una capsula circondata da una foglia
chiamata brattea. La capsula è sostenuta da un calice ed ha una forma a goccia
tondeggiante nell'estremità inferiore. All'interno della capsula ci sono da 5
ad 8 semi su cui si sviluppa la fibra. Quando la capsula è matura si apre in 4
parti mostrando il batuffolo di cotone. La prima operazione dopo la raccolta è
la sgranatura, che permette di staccare le fibre dai semi. Poi il cotone viene
cardato e pettinato in modo da eliminare tutte le impurità. La lunghezza delle
fibre di cotone è molto importante commercialmente, perchè si ottengono filati
tanto più pregiati quanto più la fibra è lunga. Le più vaste coltivazioni di
cotone si hanno in America, India, Cina, Egitto, Pakistan, Sudan ed Europa
Orientale.
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Proprietà del cotone
Composto per il 95% di cellulosa, il cotone è leggero, morbido ed assorbente. La fibra di cotone, meno robusta del lino, non si usura ma si strappa; è poco elastica e pertanto si sgualcisce. I lavaggi frequenti e l'esposizione al sole tendono a scolorire i tessuti di cotone. I tessuti di cotone si usano nella confezione di biancheria per la casa e di capi di abbigliamento estivo, specialmente femminile. I tessuti di cotone hanno un costo non molto alto a differenza di quelli di lino.
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Come trattare i capi di cotone
I capi di cotone bianco per la casa o l'abbigliamento si lavano in lavatrice a 60°, mentre i tessuti colorati si lavano a temperature più basse. Solitamente si stirano sul diritto. I capi scuri vanno stirati prima sul rovescio poi sul dritto, con un panno, per evitare che il calore del ferro lucidi il tessuto. I capi di biancheria e di abbigliamento bianchi si possono inamidare per dare maggiore consistenza al tessuto ed evitare che si sgualciscano facilmente. Per il trattamento dei capi che non sono solo in cotone ma in mescola con altre fibre, è meglio seguire le indicazioni del fabbricante riportate sulla etichetta.
AMIANTO
L'amianto (o asbesto) è un insieme di minerali del
gruppo dei silicati,
appartenente alle serie mineralogiche del serpentino
e degli anfiboli.
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Nocività
In natura
è un materiale molto comune. La sua resistenza al calore e la sua struttura fibrosa lo
rendono adatto come materiale per indumenti e tessuti da arredamento a prova di
fuoco, ma la sua ormai accertata nocività per la salute ha portato a vietarne
l'uso in molti paesi. Le polveri di amianto, respirate, provocano infatti l'asbestosi,
nonché tumori
della pleura,
ovvero il mesotelioma
pleurico e dei bronchi,
ed il carcinoma polmonare.
Una fibra di amianto è 1300 volte più sottile di un
capello umano. Non esiste una soglia di rischio al di sotto della quale la
concentrazione di fibre di amianto nell'aria non sia pericolosa; teoricamente
l'inalazione anche di una sola fibra può causare il mesotelioma ed altre
patologie mortali, tuttavia un'esposizione prolungata nel tempo o ad elevate
quantità aumenta sensibilmente le probabilità di contrarle.
L'amianto è stato utilizzato fino agli anni ottanta per produrre la miscela cemento-amianto (il cui nome commerciale era Eternit) per la coibentazione di edifici, tetti, navi (ad esempio le portaerei classe Clemenceau), treni; come materiale per l'edilizia (tegole, pavimenti, tubazioni, vernici), nelle tute dei vigili del fuoco, nelle auto (vernici, parti meccaniche), ma anche per la fabbricazione di corde, plastica e cartoni. Inoltre, la polvere di amianto è stata largamente utilizzata come coadiuvante nella filtrazione dei vini.
LA LANA
Le fibre della lana si ricavano
dal vello di ovini, caprini e camelidi. La proteina che costituisce questa
fibra è chiamata cheratina; essa contiene, oltre ai quattro elementi
fondamentali (carbonio, idrogeno, ossigeno e azoto) anche lo zolfo.
La struttura microscopica della fibra si compone di uno strato di fibra senza canale midollare e fibra con canale midollare esterno composto di cellule piatte sovrapposte formanti una superficie squamosa, detta cuticola, uno strato intermedio di cellule fusiformi (cortex) ed un canale interno (detto midollare) che è assente nelle fibre più fini di diametro inferiore 35 micron.
Il termine Lana, usato senza ulteriore specificazione, si riferisce soltanto al pelo di diverse razze della "Ovis aries" o Pecora domestica.
Le fibre provenienti da altri animali affini alla pecora, ed in particolare da alcune razze di capre e di camelidi, anche se usualmente chiamate lana, prendono più propriamente il nome di “peli fini”. Per definire commercialmente le fibre provenienti da questi mammiferi diversi dalla pecora è necessario, comunque, specificare la specie di provenienza (“lana merinos”, “lana d'angora”, “lana alpaca”, “lana vigogna”, “lana cashmere”, ecc.). La lana d'angora è la fibra ottenuta dalla lavorazione del pelo del coniglio d'angora, mentre si definisce mohair la fibra ottenuta dalla lavorazione del pelo della capra d'Angora (Capra hircus angorensis).
I maggiori produttori - esportatori di lana sono nell'ordine: Australia, URSS, Nuova Zelanda, Argentina e Sud Africa i quali, insieme, forniscono l'80% della lana che viene lavorata nei Paesi trasformatori; tra questi il più importante è l'Italia, seguita da Giappone, Inghilterra, Germania e Francia.
Commercialmente si possono fare diverse classificazioni delle lane, a seconda dei parametri considerati; le più importanti sono quelle basate sul diametro e numero di ondulazioni della fibra e sulla lunghezza della stessa:
Le principali caratteristiche fisiche delle fibre di lana sono:
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Potere coibente. La lana ha una bassa conduttività termica ed agisce quindi come un buon isolante in quanto trattiene un notevole volume di aria (60 – 70 %). Per questo motivo gli indumenti di lana hanno la capacità di mantenere il corpo ad una temperatura quasi costante;
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Igroscopicità. E’ la capacità di assorbire notevoli quantità di acqua (in ambiente saturo di umidità la lana assorbe acqua sino al 30% del suo peso). Per questa particolare proprietà, nelle transazioni commerciali di partite di lana, ci si riferisce non al peso reale ma a quello del prodotto condizionato ad un tasso di umidità definito per legge, chiamato tasso di ripresa (per i diversi tipi di lana va dal 17 al 18,25 %);
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Scarsa infiammabilità. Ad esclusione dell'amianto (fibra minerale) la lana è la fibra meno infiammabile che esista in natura; essa a contatto col fuoco si carbonizza lentamente;
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Elasticità e tenacità. La lana è una fibra dotata di elevata elasticità (le qualità fini subiscono un allungamento del 20 – 35 %, le qualità ordinarie del 30 – 50 % della loro lunghezza) e di scarsa tenacità (per esempio le merinos fini hanno un carico rottura di circa 7 grammi);
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Feltrabilità. Le fibre di lana, per la loro particolare superficie a scaglie, in seguito a ripetuti lavaggi o per azione di calore, umidità, mezzi acidi, alcalini, pressione, ecc. tendono a saldarsi e compenetrarsi dando luogo al fenomeno dell'infeltrimento che è una caratteristica negativa per la maglieria ed i tessuti ma positiva per la fabbricazione dei feltri. Per limitare questo inconveniente si ricorre a trattamenti antifeltranti a base di particolari agenti chimici (ipoclorito, permanganato, poliuretano).
Il comportamento della lana nei confronti dei più comuni agenti chimici può essere così sintetizzato:
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Buona resistenza agli acidi diluiti anche a temperatura piuttosto elevata; nessuna resistenza agli acidi concentrati che la distruggono;
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Gli alcali caustici (soda e potassa) la distruggono, mentre il sapone comune provoca infeltrimento;
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Buona resistenza ai solventi organici e quindi ai lavaggi a secco.
In relazione a queste proprietà le condizioni più idonee di lavaggio si raggiungono utilizzando detergenti neutri o debolmente acidi, con la minor azione meccanica possibile, ad una temperatura inferiore a 35° C.